Lungo le rive del Po, tra la sponda emiliana di Gualtieri e quella mantovana di Viadana, nasce una delle alleanze più significative nel panorama vinicolo della Pianura Padana. Una collaborazione tra Cantina Gualtieri e Cantina di Viadana che porterà a una gestione unitaria delle due cooperative, con Gualtieri quale punto di riferimento operativo e strategico dell'intero progetto.
Un territorio, due storie
Gualtieri (RE) e Viadana (MN), separate dalle acque del Grande Fiume ma unite da tutto il resto: un suolo limoso e argilloso modellato da millenni di esondazioni, un clima caldo-umido che esalta i profumi dei Lambruschi, una cultura contadina che ha reso il lavoro in vigna un rito collettivo. Il ponte di Dosolo, che attraversa il fiume collegando le due province, è oggi il simbolo più concreto di questo sodalizio.
Cantina Gualtieri nasce nel 1958 da ventuno soci che decidono di dare voce al Lambrusco Reggiano; da allora centinaia di famiglie si sono aggiunte al progetto, con vini DOC e IGT distribuiti in Italia e all'estero anche grazie al nuovo e-commerce cantinagualtieri.it. Cantina Viadana affonda le radici nel 1952, sulle fondamenta di uno stabilimento del 1942, e si dedica da sempre al Lambrusco Viadanese in purezza, monovitigno autoctono decodificato a fine Ottocento dall'agronomo Ugo Ruberti.
Salvaguardare l'autoctono
L'areale del Lambrusco Viadanese è ristretto: le golene del Po, i depositi fluviali di Viadana, Sabbioneta e comuni limitrofi. Una zona piccola, preziosa, fragile, la cui vite era già testimoniata da Virgilio nelle Bucoliche. Duemila anni dopo, chiede di essere protetta da chi ha struttura e visione per farlo.
Cantina Gualtieri, già in grado di produrre sia Lambrusco Reggiano DOC che Lambrusco Mantovano DOC grazie alla sua posizione di confine, porta una filiera consolidata e uno sguardo rivolto a qualità e innovazione. Le uve dei soci viadanesi continueranno a essere conferite e vinificate, e il nùstrán, vitigno che a Viadana hanno sempre chiamato "il loro", manterrà la propria identità.
Parola ai protagonisti
«Gualtieri e Viadana sono separate dal Po, ma condividono la stessa anima» afferma il presidente di Cantina Gualtieri, Paolo Alberini. «Non stiamo cancellando, ma amplificando: i vini mantovani continueranno a esistere, i soci continueranno a conferire le uve, il punto vendita sarà mantenuto. L'identità del territorio si difende meglio quando si è forti insieme.»
Andrea Pezzali, presidente di Cantina Viadana, aggiunge: «È un grandissimo gesto di responsabilità verso i nostri soci e il territorio. Non è resa, ma lungimiranza. Il Lambrusco Viadanese è un vitigno che i nostri nonni chiamavano "il nostro": quel legame non può andare perduto.»
Due storie cooperative, nate quasi negli stessi anni, scelgono da oggi una strada unica: restituire al Lambrusco, reggiano e mantovano, la dignità di un grande vino.



